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Con l’arrivo della bella stagione ci sentiamo continuamente ripetere quanto sia importante l’uso di protezioni solari che abbiano fattori protettivi adeguati al nostro fototipo.

Ma conosciamo veramente le caratteristiche e le differenze tra questi prodotti?


Di sicuro sappiamo che tutte le protezioni solari contengono al loro interno delle sostanze chiamate filtri che hanno il compito di proteggere la pelle dagli effetti dannosi del sole, ma è importante sapere che esistono due tipi di filtri quelli chimici e quelli fisici o minerali.


I filtri chimici sono sostanze prodotte in laboratorio ed assorbono in maniera selettiva l’energia dei raggi trasformandoli in calore.
I filtri fisici invece, sono pigmenti che non lasciano passare gli UV, ma li riflettono e/o diffondono, agendo quindi come uno scudo che non gli permette di penetrare nella cute. Riflettono però anche la luce visibile lasciando sulla pelle uno strato bianco ed esteticamente poco gradevole. Date le loro caratteristiche sono indicati soprattutto in caso di ipersensibilità o intolleranza ai raggi solari, pelle chiara, spiccata tendenza ad eritemi e forme neoplastiche.
Spesso i filtri fisici e chimici vengono usati in associazione, determinando un effetto sinergico che permette di raggiungere valori elevati si SPF (Sun Protection Factor, ovvero fattore di protezione solare).


L’elemento fondamentale che deve orientare nella scelta di un solare è il suo fattore di protezione, cioè la sua capacità protettiva. Questo è espresso da un numero che indica quante volte è possibile moltiplicare il tempo di permanenza al sole prima che la pelle si scotti. Più è elevato l’SPF, maggiore è la capacità del prodotto di ritardare la scottatura. Ad esempio se un prodotto ha un fattore di protezione 15 questo permette di stare al sole un tempo 15 volte più lungo di quello normalmente previsto per scottarsi esponendosi senza protezione nelle stesse condizioni. È importante sapere però che il fattore di protezione fornisce un’indicazione sull’azione filtrante del prodotto nei confronti dei soli raggi UVB, ma non UVA per i quali non esiste ancora una metodica standardizzata. Per questo è delle diciture che assicurano una protezione adeguata non solo nei confronti degli UVB, ma anche contro gli UVA.


Alcuni filtri inoltre, una volta applicati sulla pelle subiscono delle trasformazioni che alterano la loro capacità protettiva e possono primo soccorso determinare il rilascio di diverse sostanze anche potenzialmente dannose.
In conclusione una buona crema solare deve contenere filtri il più possibile foto-stabili, deve avere una buona capacità filtrante per gli UVB in modo da minimizzare scottature ed eritemi, ma anche contro gli UVA per ridurre l’invecchiamento della pelle ed inoltre, deve contenere anche antiossidanti come la vitamina C ed E, che limitino i danni UVA indotti.

 

I contenuti di FARMACIA TORRE hanno uno scopo puramente informativo ed educativo. Non sostituiscono la diagnosi, la consulenza o il trattamento professionale. In caso di dubbi, è consigliabile consultare uno specialista di fiducia.